OMAGGIO A UMBERTO CONSOLE

Tutte le immagini: Archivio Stefano Valbruzzi

Umberto Console (Palermo, 1886 – San Piero in Bagno, 1969)

Umberto Console nacque in Sicilia, nella città di Palermo in un quartiere posto nelle vicinanze del porto, il 6 novembre 1886, da Giuseppe e Marianna Riganò. Nel 1907, dopo aver conseguito presso la Regia Scuola Normale di Palermo il diploma di idoneità al precetto come maestro elementare, a seguito di una moltitudine di domande per partecipare a concorsi e supplenze, il 30 novembre 1909 giunge a San Piero in Bagno dopo le avvenute dimissioni di un altro insegnante, conterraneo.

Personaggio dalle molteplici attività, istruito, cortese, ben presto si integrò nelle piccole società di San Piero e Bagno di Romagna, che amorevolmente divennero la sua terra di adozione. Umberto Console, oltre al lavoro primario di maestro elementare, era anche direttore didattico, giornalista e corrispondente per la sede regionale Emilia-Romagna della RAI: sicuramente il più importante corrispondente e storico dell’Alta Valle del Savio, ove evidenziava con i suoi articoli un territorio impervio, carico di storia ma al tempo stesso reso duro da una vita di sacrifici, dal passaggio del fronte, ma, soprattutto negli anni del boom economico, dallo spopolamento delle vallate.

Spesso i suoi articoli erano corredati da propri disegni schizzati a penna, in seguito parzialmente sostituiti da fotografie con cadenza sempre più frequente. Si tratta di immagini che giocano un ruolo fondamentale nella testimonianza di quel determinato contesto, documentano, coinvolgono.

La raccolta documentale degli scritti di Console abbraccia un lasso di tempo piuttosto lungo, che spazia dalla fine degli anni Venti fino alla fine degli anni Sessanta del novecento.

Questi erano scrupolosamente conservati, come ritagli, all’interno di appropriati quadernoni. Per fortuna, assieme a parte delle lastre fotografiche e molti manoscritti, non sono andate dispersi o distrutti grazie al figlio Giuseppe, che nel 1984, qualche anno prima della sua dipartita dalla vita terrena (1986), aveva donato alla Scuola media statale Manara Valgimigli di San Piero in Bagno tutto l’archivio.

L’idea di proporre questo piccolo “omaggio”, al maestro Umberto Console, è nata dalla passione di un piccolo collezionista nel far conoscere una parte del materiale documentario ricercato nel tempo, nel tentativo di fornire un ulteriore spaccato sulla storia del nostro territorio.
Stefano Valbruzzi

LE CARTOLINE

Fondo: Archivio Stefano Valbruzzi.
Cartolina: B/N, su cartoncino ruvido, cm 9×14.
Viaggiata: da S. Piero in Bagno (Firenze) per Roma, 02/08/1914.
Francobollo: Effige Vitt. Em.III volta a sinistra, C. 10, colore rosa.
Timbro: Doppio cerchio con lunette vuote a doppio porto.
Soggetto: Cartolina-ricordo del “plotone scolastico di S. Piero in Bagno” del 1913

Cartolina edita dal Patronato Scolastico. Una seconda copia della medesima riporta sul retro la seguente dicitura:

“Il Tamburino, a destra della presente cartolina ricordo è il carissimo mio ex scolaro Attilio,
che tanto ha sempre voluto bene e che tanto sfortunato nella sua vita.
U. Console”

Si riconoscono i seguenti personaggi:
Primo da sinistra, Umberto Console (1886-1969), maestro, giornalista e corrispondente Rai.
Terzo da sinistro, Corrado Pazzi (1862-1925), Presidente della Filarmonica, poeta e scrittore. (Nel primo decennio del Novecento molte cartoline riguardanti S. Piero in Bagno riportano i suoi versi).

Fondo: Archivio Stefano Valbruzzi
Cartolina: B/N, leggermente seppiata, con schizzo posto alla sinistra della medesima, su cartoncino ruvido, cm. 10,5×15
Viaggiata: Nuova
Soggetto: Portone principale del Palazzo dei Capitani di Bagno di Romagna, immagine non datata

La didascalia recita: “Bagno di Romagna (Forlì). Antico portone del XV° sec. Disegno a penna di Umberto Console”.
Sopra il concio del portone di ingresso si nota la presenza di tre stemmi, uno dei quali è ora purtroppo scomparso.

Fondo: Archivio Stefano Valbruzzi
Cartolina: In B/N leggermente seppiata, su cartoncino ruvido, cm. 10,7×14,7, con bordatura perimetrale
Viaggiata: Non viaggiata
Soggetto: Scorcio di Via Palestro a Bagno di Romagna

Sul retro si legge: “Bagno di Romagna. L’antica via Palestro. A sinistra i ruderi di una delle torri del castello medievale dei Conti Guidi”, probabilmente di mano dello stesso Console.
L’immagine è probabilmente databile agli anni Quaranta del Novecento. La Via Palestro, chiamata originariamente “borgo nuovo”, è caratterizzata dalla presenza di numerosi cavalcavia che collegavano i palazzi gentilizi coi rispettivi giardini. Il cavalcavia che si vede nell’immagine era pertinente al palazzo Salucci Malvisi. La torretta a forma semicircolare sulla sinistra era in origine parte integrante dell’antica cerchia muraria di Bagno di Romagna.

Fondo: Archivio Stefano Valbruzzi
Descrizioni: 1) Cartolina realizzata con colorazione blu romagnolo con bordatura laterale; 2) Cartolina realizzata in B/N su cartoncino liscio, cm 10,3×15
Viaggiata: Non viaggiata
Soggetto: Ponte sul Savio in località Romitorio.

Sul retro della cartolina 2 si legge: “1/4/53 Stimatissima Rai = Bologna. Prego inviarmi alcune buste fuori sacco. Porgo auguri di buona Pasqua. Umberto Console”. Le didascalie recitano: 1) “Alto Savio. Antico ponte in località Romitorio (crollato). Disegno a penna dal vero di U. Console”; 2) “Alta Romagna – Bagno (Forlì). Antico ponte sul Savio (crollato). Schizzo a penna di U. Console”.
Il settecentesco ponte del Romitorio collegava Bagno di Romagna con l’antica mulattiera per Verghereto. Il vicino oratorio di S. Maria “intra Montes” detto del Romitorio risale al 1482, quando fu eretto da Alessio da Castello come luogo di ritiro. Già priore del monastero camaldolese di Bagno di Romagna (dal 1467), Alessio da Castello commissionò al pittore fiorentino Neri di Bicci (1418-1492) il trittico che raffigura la “Assunzione della Vergine e i Santi Tommaso, Benedetto, Giovanni Battista, Pietro, Paolo, Agnese e Romualdo”, che ancora oggi troneggia al centro dell’abside della Basilica di S. Maria a Bagno di Romagna.

Fondo: Archivio Stefano Valbruzzi
Cartolina: Colore seppia, su cartoncino liscio, cm. 10×15,7, con bordatura perimetrale
Viaggiata: Nuova
Soggetto: Scorcio della Castellina, sullo sfondo il Monte Comero. Non datata.

Didascalia: “S. Piero in Bagno. Comero e Castellina. Disegno dal vero di Umberto Console”. La Castellina è una piccola frazione poco distante da S. Piero in Bagno, sui declivi di un piccolo colle, alle pendici del monte Comero. Gli annali della storia riportano che, nell’anno 1253 il conte Guido Novello di Modigliana e il fratello Simone congiuntamente firmarono un documento in favore del comune di Firenze per la vendita del castello di Montemurlo.

Fondo: Archivio Stefano Valbruzzi
Cartolina: Colore blu romagnolo, cm. 15,7×11,5, su cartoncino semi liscio, con bordatura perimetrale
Viaggiata: Non viaggiata
Soggetto: Castel d’Alfero, porta d’accesso al villaggio. Non datata.

Didascalia: “Castelli Alta Romagna. Ruderi del castello d’ Alfero. Schizzo a penna di U. Console”. Castel d’Alfero, enclave del comune di Sarsina all’interno di quello di Verghereto, è un caratteristico borghetto arroccato su una imponente formazione marnoso-arenacea. Documentato almeno dal 1216, nel 1259 Tommaso da Fogliano, nobile ravennate, concesse l’intero nucleo ai Vescovi di Sarsina. Il castello, impreziosito da un imponente portale datato 1773, perse la sua funzione difensiva tra il XV e il XVII secolo, divenendo un piccolo borgo rurale ben conservato nonostante sia in stato abbandono. La porta rappresentata nella cartolina non è più esistente in seguito a demolizione per la costruzione dell’attuale strada rotabile.

Fondo: Archivio Stefano Valbruzzi
Cartolina: Leggermente ingiallita, con disegno rettangolare, colore blu romagnolo, posto alla sinistra verso l’alto, su cartoncino leggermente ruvido, cm. 10,4×15
Viaggiata: Nuova
Soggetto: Ruderi della rocca di Rondinaia.

Didascalia: “Castelli Alta Romagna. Rocca di Rondinaia. Schizzo dal vero di U. Console”. Rondinaia, posta a 606 m slm, è una delle più lontane frazioni del comune di Bagno di Romagna, essendo poco distante da Santa Sofia. Nel 1122 si hanno le prime testimonianze che attestano la arcaicità di questa località. Successivamente i signori di Valbona presero possesso del territorio e del castello di Rondinaia, ove si narra che Leoncino da Valbona fosse decapitato dopo la conquista della fortificazione, avvenuta per mano dei forlivesi. Si vocifera, forse per credenza popolare o per incutere timore nei bambini che abitavano in zona, che nelle notti burrascose si aggira vagando, assieme ad altri spiriti vicino alla vecchia torre, l’ombra di un fantasma senza la testa. Il territorio nel 1406 divenne a far parte della Repubblica di Firenze ed in seguito al capitanato di Bagno.

LE FOTOGRAFIE

Fondo: Archivio Stefano Valbruzzi
Autore: Umberto Console, come si evince dalle iniziali poste sotto il logo
Descrizione: Cartolina B/N, ai sali d’argento su carta Bayer, cm 8,5×13,5 con piccola bordatura perimetrale
Viaggiata: Non viaggiata
Soggetto: Dintorni dell’albergo Raggio sui Mandrioli, non datata.

Foto scattata presso l’albergo Raggio, 1200 metri slm., vicino alla fonte con vasche laterali riservate alla riproduzione e consumo delle trote. L’albergo è posto lungo strada per il Passo Mandrioli, progettata dall’Ing. Alcide Boschi, collegando la Romagna con la regione Toscana.

Fondo: Archivio Stefano Valbruzzi
Cartolina: Foto-cartolina B/N, da positivo, cm. 10,5×15, con bordatura perimetrale
Soggetto: Chiusura del Congresso Eucaristico a San Piero in Bagno, data imprecisata.

All’ingresso della chiesa parrocchiale sono visibili il quadro della Madonna di Corzano ed il corporale di Bagno, esibiti per l’eccezionale occasione.

Fondo: Archivio Stefano Valbruzzi
Descrizione: Foto-cartolina B/N, da positivo, cm. 10,3×15, con bordatura perimetrale.
Viaggiata: Non viaggiata
Soggetto: Gara motociclistica a S. Piero in Bagno, data imprecisata.

Sul retro, di mano di Umberto Console, si legge: “La Gimkana motociclistica per il trofeo Casadei Erio, svoltasi nel nuovo campo sportivo di S. Piero in Bagno, e organizzata dalla S.S. Sampierana, con il concorso del Club del motore di Forlì, ha avuto un ottimo successo. Il trofeo è stato vinto da Mazzotti Costante di Cesena, mentre la coppa della Società Sportiva sampierana è stata vinta dal concittadino giovanissimo Erberto Stoppa, I° arrivato categoria fino a 50 cc., con motociclo ‘Montom’. Numerosi gli sportivi intervenuti e la folla. Fino a tarda sera si è svolta la Gimkana per il folto gruppo dei partecipanti, 54 iscritti e 18 ritiratisi. Ecco il baldo Stoppa che sorpassa la pedana. Nello sfondo la bellissima visuale del monte Comero a 1371 m nell’Alto Savio. Con preghiera di pubblicare”.

Fondo: Archivio Stefano Valbruzzi
Descrizione: Foto-cartolina B/N, da positivo (fotografo Casetti), cm. 15×10,5, con bordatura perimetrale.
Viaggiata: Non viaggiata.
Soggetto: Scorcio di S. Piero in Bagno, nei pressi della chiesa parrocchiale. Riproduzione di dipinto di Colombo Colombari. Data imprecisata.

Sul retro, di mano di Umberto Console: “A S. Piero in Bagno, l’antico BURGUS SANCTI PETRI, nell’Alto Savio, risaltano cantucci e scorci pittoreschi. Eccone uno, nei pressi della chiesa prevostale e della Piazza grande del paese montano a 461 m. Nello sfondo svetta la torre civica con campana e orologio. Il dipinto, a olio, è opera del pittore prof. Colombo Colombari, residente a Roma, ma di origini Romagnole. Recentemente in breve visita a S. Piero ha ritirato il grazioso quadretto pieno di luce e di colore”.

Fondo: Archivio Stefano Valbruzzi
Descrizione: Foto-cartolina B/N, da positivo (fotografo Casetti), cm. 13,5×9,5, con bordatura perimetrale,
Pubblicata: 14 settembre 1964, come risulta da timbro rettangolare, colore rosso, Il Resto del Carlino, Redazione Forlivese.
Viaggiata: Non viaggiata.
Soggetto: Mercato a S. Piero in Bagno. Riproduzione di dipinto di Armando Spadini.

Sul verso, di mano di Umberto Console, si legge: “’Giorno di mercato settimanale a S. Piero in Bagno’. Dipinto a olio eseguito nel 1908 da Armando Spadini”. Armando Spadini nacque a Firenze il 29 luglio 1883, in via della Chiesa n. 51, nel quartiere di San Frediano, da Luigi, ottico, e da Maria Rigacci, sarta nativa di Poggio a Caiano (Firenze), quarto figlio di sei, i primi deceduti prima della sua nascita. Morì a Roma il 31 marzo 1925, e dopo la funzione funebre, secondo le sue volontà fu sepolto nel cimitero di Poggio a Caiano dove abitavano i genitori.

Fondo: Archivio Stefano Valbruzzi
Soggetto: Firma autografa del Direttore Didattico Umberto Console

Particolare ricavato da una copia attestante il conseguimento della V elementare di mio babbo. Contestualmente si noti che Umberto Console, fra le tante funzioni, nel 1947 era Direttore Didattico del Circolo di Bagno – Scuole elementari.

IMMAGINI A CORREDO DI ARTICOLI

Fondo: Archivio Stefano Valbruzzi
Titolo: Antichi Castelli dell’Alta Romagna
Autore: Articolo e schizzo a penna realizzati da U. Console per la testata de il Carlino della Sera, 29 settembre 1929, Direzione e Amministrazione a Bologna, Piazza calderini 6, C. 25.

Didascalia: “Ruderi dell’antico Castello dei Conti Guidi di Bagno di Romagna”. Qui Umberto console si riferisce al torrione visibile in alto a sinistra, residuo dell’antica cerchia muraria del castello. Lo schizzo in realtà ritrae parte della caratteristica via Palestro a Bagno di Romagna e, oltre alla torre, mostra il cavalcavia ed altre case per lo più all’epoca appartenenti alla famiglia Salucci Malvisi.

Fondo: Archivio Stefano Valbruzzi
Titolo: Itinerari sull’Appennino Romagnolo – Verghereto.
Autore: Articolo e schizzo a penna realizzati da U. Console per la testata de il Carlino della Sera, 16 aprile 1930, Direzione e Amministrazione a Bologna, Piazza Calderini 6, C. 25.

Verghereto è una tranquilla stazione climatica accanto alle sorgenti del Tevere ed in prossimità del Monte Fumaiolo (1328 m slm), dove pure ha origine la polla del fiume Savio. Poco distante, a circa nove km, si incontra un altro luogo di villeggiatura, le Balze, una oasi di pace, meta di passeggiate e di refrigerio. Vicino al Monte Fumaiolo emerge l’Alpe della Luna, dove scaturisce la sorgente del fiume Marecchia che, attraversato il Montefeltro, bagna Rimini e sfocia in Adriatico.

Fondo: Archivio Stefano Valbruzzi
Titolo: Antichi castelli della Romagna Montana – Castello d’Alfero
Autore: Articolo e schizzo a penna realizzati da U. Console per la testata de il Popolo di Romagna, 12 marzo 1932, Forlì, C. 30.

Didascalia: “Ruderi del castello di Alfero”. Si tratta dell’antica porta castellana, oggi non più esistente. Di questo castello non si sa molto, salvo che per lungo tempo fu governato dalla potente signoria della Badia del Trivio (Montecoronaro) la quale manteneva il castellano e la guardia.

Fondo: Archivio Stefano Valbruzzi
Titolo: Tradizionale festa sul colle di Corzano
Autore: articolo e schizzo a penna realizzati da U. Console per la testata de il Corriere Padano, 28 aprile 1938, Direzione e Amministrazione a Ferrara, Viale Cavour 33, C. £0.

A Corzano, colle che sovrasta il centro abitato di S. Piero in Bagno e sul quale esistono i ruderi dell’antico castello medievale dei Conti Guidi, si svolge la tradizionale festa della Madonna che prende il nome dal colle. La festa annuale richiama una moltitudine di fedeli, partecipi alle cerimonie religiose culminanti con la solenne benedizione alla Vergine. La sera precedente la festa, come vuole una vecchia tradizione, vengono accesi sui colli e sul greto del fiume Savio una moltitudine di fuochi, creando un suggestivo paesaggio.

Fondo: Archivio Stefano Valbruzzi
Titolo: S. Piero in Bagno – Campane alla nuova chiesa offerte dalla popolazione di Pietrapazza.
Autore: Articolo e schizzo a penna realizzati da U. Console per la testata de il Corriere Padano, 23 agosto 1938, Direzione e Amministrazione a Ferrara, Viale Cavour 33, C. 30

La nuova Chiesa di Pietrapazza, frazione del Comune di Bagno di Romagna, in stile romanico, grazie alla dedizione del geometra Italo Spighi che curò il disegno e l’esecuzione dell’opera, sorge sui contrafforti dell’Appennino romagnolo. Il campanile elegante, si eleva con i suoi diciotto metri fra il verde delle selve che lo circondano, e l’eco delle quattro campane giunge lontano nella vallata del Bidente.

Fondo:Archivio Stefano Valbruzzi
Titolo:
Bagno di Romagna
Autore:
Articolo e schizzo a penna realizzati da U. Console per la testata de il Corriere Padano, 06 agosto 1938, Direzione e Amministrazione a Ferrara, Viale Cavour 33, C. 30.

Didascalia: “Voltoni del XV secolo in via Palestro presso i ruderi dell’antico castello dei Conti Guidi”. Anche se gli archi sono in realtà più recenti, Via Palestro a Bagno di Romagna è la via più caratteristica del piccolo paese, cui si accede da via della Fonte e via Fiorentina. Percorrendola osservano per l’appunto alcuni cavalcavia, con copertura o scoperti, utilizzati per poter raggiungere silenziosi giardini dagli adiacenti palazzi signorili. Nel 1546 nel castello di Bagno si ha notizia di una porta, chiamata “Porta di Marcho della Lana”, che probabilmente collegava via Palestro con via della Fonte.

Fondo: Archivio Stefano Valbruzzi
Titolo: Romagna Pittoresca
Autore: Articolo e schizzo a penna, realizzati da U. Console, per la testata de il Corriere Padano, 20 agosto 1938, Direzione e Amministrazione a Ferrara, Viale Cavour 33, C. 30.

Didascalia: “Ruderi dell’antico Castello dei Conti Guidi di Bagno di Romagna”. Lo schizzo panoramico eseguito da un piano alto dello stabile detto il “Palazzaccio”, ritrae un suggestivo scorcio dell’abitato di Bagno, con una torre dell’antica cerchia muraria a forma semicircolare ed il nucleo di case appartenenti alla famiglia Salucci Malvisi.

Fondo: Archivio Stefano Valbruzzi
Titolo: Alto Savio Pittoresco
Autore: Articolo e disegno a penna realizzati da U. Console per la testata de il Corriere Padano, marzo 1941, Direzione e Amministrazione a Ferrara, Viale Cavour 33, C. 30.

Didascalia: “Ruscello: gruppo di case rustiche presso la chiesa”. Ruscello, collocato su una spianata a 670 m slm, era una delle frazioni più lontane del comune di Bagno di Romagna. Secondo Console, la prima notizia di Ruscello risale al 1138, anno in cui fu donato dal Vescovo Divizone il territorio del modesto oratorio ai canonici della Cattedrale di Sarsina, donazione convalidata da Papa Lucio III nel 1182. Il nucleo abitativo di Ruscello, assieme al fortilizio di Facciano, alla metà del Quattrocento entra a far parte del Granducato di Toscana. Per quel che riguarda Facciano, il Vescovo di Sarsina Rufino II nel 1235 acquistò per 272 scudi ravennati la rocca da un certo Tiberio di Riopetroso. Storia recente, nell’ottobre del 1967 le ultime tre famiglie lasciano definitivamente il nucleo di Ruscello, che diviene così un paese fantasma.

Fondo: Archivio Stefano Valbruzzi
Titolo: S. Piero in Bagno – Tradizioni dell’Alta Romagna
Autore: Articolo e foto realizzati da U. Console per la testata de il Corriere Padano, 14 settembre 1941, Direzione e Amministrazione a Ferrara, Viale Cavour 33, C. 30.

Didascalia: “Bovini de – La Croce”. Quasi alla sommità del Monte Comero, sull’Alto Savio, a oltre mille metri, un grande podere montano denominato “La Croce”, di proprietà Fucci (1941), si estende per varie decine di ettari, costituito da boschi e pascoli. Su questo terreno venne eretta una cappella e dedicata a S. Romualdo, e poco distante tra una folta faggeta sgorga da una sorgente, con acqua freschissima denominata Fonte Santa, perché secondo la tradizione vi si dissetò S. Romualdo, di passaggio nella zona dell’alta valle del Savio per erigervi un eremo.

Fondo: Archivio Stefano Valbruzzi
Titolo: Itinerari Romagnoli – A tu per tu con Bagno di Romagna
Autore: articolo e schizzo a penna realizzati da U. Console per la testata de il Resto del Carlino, 19 giugno 1941, Direzione e Amministrazione a Bologna, Piazza Calderini 6, C. 25.

Didascalia: “Bagno di Romagna: Torre dell’antico castello dei conti Guidi”. Soggetto preferito di Umberto Console, la vecchia torre compare spesso nei suoi dispacci. Scrive nel testo: “Percorrendo l’antica via Palestro si scopre sempre qualche scorcio pittoresco ed interessante. Affiorano alla vista le arcate e la torre del vecchio e diroccato maniero appartenuto ai Conti Guidi, la patina antica sui muri, gli archi che scavalcano alcuni vicoli caratteristici, danno un aspetto medioevale. Prosegue citando la “Descrittione di tutta Italia” dello storico frate domenicano bolognese, Leandro Alberti (1479-1553?), il quale ricorda il castello di Bagno e le sue rinomate acque medicamentose: “Più oltra passando, pur seguitando il Savio, si giunge à Santa Maria in Bagno, castello posto alla destra del detto fiume, talmente nominato per gli ordinati bagni d’acque medicinevoli tanto per bere, quanto per docciarsi, bagnare, per diverse infirmità. Delle quali cose dice Faccio de gli Uberti nel 2. Canto del 3. Lib. Dittamondo.
A piè dell’Alpi ved’uno ch’era in Bagno
Cinto di muro e pietre fitto in esso,
Che fan di notte altrui in buon sparagno”.

Fondo: Archivio Stefano Valbruzzi
Titolo: L’Arte in Alto Savio, le Balze
Autore: Articolo realizzato da U. Console per la testata de il Corriere Padano, 19 maggio 1942, Direzione e Amministrazione a Ferrara, Viale Cavour 33, C. 30

Didascalia: “La Madonna dell’apparizione di Balze. Terracotta colorata del XV secolo (scuola robbiana). (Riproduzione in xilografia di R. Mainetti)”. L’opera, posta all’interno della Chiesa di S. Maria delle Balze, rappresenta il miracolo dell’Apparizione alle Pastorelle. Vi sono raffigurate le due fanciulle, il masso dell’apparizione e gli alberi circostanti, la Vergine col bambinello, alla destra S. Giovanni e alla sinistra S. Antonio Abate. È attribuita ai pittori e scultori Luca e Andrea della Robbia. Si racconta che nel lontano 17 luglio 1494 si ebbe l’apparizione della Madonna a due pastorelle, una muta e l’altra cieca. La figura della Vergine con il Bambino in braccio apparve su di un sasso, e rivolta alle giovinette chiese: “volete darmi le vostre pecorelle?” All’istante, la fanciulla cieca riacquistò la vista, e la muta, la parola. Entrambe risposero: “Volentieri, se la mamma è contenta”. Il 17 luglio di ogni anno il paese festeggia solennemente l’evento con riti religiosi e manifestazioni popolari. Balze di Verghereto, graziosa stazione climatica a 1091 m slm, è il paese più alto dell’Appennino Romagnolo, vicino alle sorgenti del Tevere. Fino al 1923 faceva parte della Romagna Toscana, sotto la provincia di Firenze; dal seguente anno passò per volere di Mussolini alla provincia di Forlì.

Fondo: Archivio Stefano Valbruzzi
Titolo: Selvapiana
Autore: Articolo e foto realizzati da U. Console per la testata de il Corriere Padano, 11 settembre 1942, Direzione e Amministrazione a Ferrara, Viale Cavour 33, C. 30.

Didascalia: “Panorama di Selvapiana (Alto Savio), che fu sede di un antico Castello appartenente ad Uguccione della Faggiola”. Selvapiana, frazione del comune di Bagno di Romagna, è posta sulle pendici del Poggio delle Corsicchie, alla destra del fiume Savio. Il castello venne edificato su un contrafforte roccioso, mentre più in basso si è ampliato il nucleo del paese. Dal 1454 la comunità fece parte del “Capitanato della Val di Bagno”.

IMMAGINI SU LA PIÈ

Fondo: Archivio Stefano Valbruzzi
Titolo: L’antico Ponte sul fiume Savio a San Piero in Bagno
Autore: Articolo e disegno realizzati da U. Console per la rassegna di illustrazione romagnola la Piè, maggio – giugno 1953, Redazione via Ugo Foscolo 1, Forlì, numero doppio £ 300.

Un primo ponte in muratura sul Savio venne costruito a due archi tra il 1762 ed il 1768. Questa nuova opera architettonica venne ben presto danneggiata dalle impressionanti piene del Savio, che ne compromisero la stabilità. Così, l’ingegnere granducale Giovan Battista Bettini, eseguito un accurato computo metrico, diede luce ad nuovo e definitivo progetto, curando la realizzazione, che è appunto l’attuale, usufruendo di manodopera locale.

Il 1 settembre del 1944 venne dato dalle autorità militari germaniche l’ordine di evacuazione di tutta la popolazione civile residente nel territorio comunale. Di conseguenza, prima a Bagno poi a S. Piero iniziò lo sfollamento. Il nostro ponte, detto ‘dei frati’ per la vicinanza del convento francescano, era stato preso di mira e doveva essere distrutto. Vennero infatti preparati i fornelli per collocarvi le cariche, ma alcuni intraprendenti sampierani del rione di S. Maria seppero circuire il maresciallo tedesco e alcuni soldati tedeschi addetti alla posa delle cariche, riuscirono a dissuaderli e risparmiare il brillamento di un antico manufatto che ancora oggi, saldo più che mai, possiamo ammirare.

Fondo: Archivio Stefano Valbruzzi
Titolo: Alpestri località della Romagna Toscana – Casanova dell’Alpe (ma l’immagine non corrisponde)
Autore: Articolo e schizzo realizzati da U. Console per la rassegna mensile di illustrazione romagnola la Piè, marzo – aprile 1954, Redazione via Ugo Foscolo 1, Forlì, numero doppio, £ 150.

L’immagine non corrisponde al soggetto (Casanuova dell’Alpe). Al momento non sapremmo a quale località corrisponda in realtà la figura. Casanova dell’Alpe, a 973 m slm, è la frazione più elevata del comune di Bagno di Romagna. Sorge sul crinale fra il Bidente di Strabatenza ed il Bidente di Ridracoli nei pressi del Monte Moricciona. La chiesa di Casanuova, dedicata a S. Maria del Carmine, venne eretta su richiesta della popolazione nel 1685 dall’Opera del Duomo di Firenze come oratorio dipendente dalla parrocchia di Strabatenza. Costituita in parrocchia nel 1784, due anni dopo ebbe il suo primo parroco. Console afferma che nel 1954 la chiesetta parrocchiale si presentava disadorna; vi officiava solo la domenica quando era possibile il parroco della vicina frazione di Pietrapazza o quello di Strabatenza. La scuola elementare, per anni alloggiata in locali di fortuna, venne finalmente edificata nel 1956. Servì soltanto per pochi anni, poiché nel 1970 Casanuova era un villaggio del tutto abbandonato. Durante il periodo bellico Casanova, essendo una località molto vicina alla linea gotica, fu teatro di conflitti, rifugio di partigiani, ricovero di sfollati.

Fondo: Archivio Stefano Valbruzzi
Titolo: Una pagina di storia dell’Alto Savio narrata dal Machiavelli.
Autore: Articolo e schizzi eseguiti a penna realizzati da U. Console per la rassegna di illustrazione romagnola la Piè, gennaio – febbraio 1957, Redazione via Flavio Biondo 3, Forlì, numero doppio, £ 300.

I disegni di Umberto Console riproducono diversi scorci di Bagno di Romagna: il ‘chiassino’ (vicolo Fanti), il ‘borgonovo’ (via Palestro), la chiesa di S. Maria, il portone del Palazzo dei Capitani. L’articolo che accompagna le immagini ricostruisce alcuni ben noti episodi della storia del paese, tratti dal Machiavelli. Nel 1406, ricorda Console, Pietro Gambacorti, in cambio della resa di Pisa, ebbe da Firenze quei castelli della Val di Bagno che due anni prima la città aveva sottratto ai conti Guidi. Le cronache del tempo di parte fiorentina descrivono Gherardo Gambacorti, figlio e successore di Pietro, come persona senza scrupoli, malvagio e temerario. Quando Gherardo tradì Firenze per il re di Napoli – all’epoca fiero avversario della città del giglio – i bagnesi gli si ribellarono e lo cacciarono. Era il 1453. Da quel momento Bagno fu direttamente soggetta alla città di Firenze e divenne capoluogo di Capitanato.
Altri episodi ricordati da Console riguardano la presenza dei Medici a Bagno. Nell’ottobre del 1493, ad esempio, le terme locali registravano la presenza, insieme al suo precettore, di Giuliano de’ Medici duca di Nemours, figlio di Lorenzo il Magnifico. Il 18 agosto del 1498, invece, cessava di vivere a Bagno Giovanni de’ Medici, marito di Caterina Sforza, signora di Forlì, e padre del futuro Giovanni dalle Bande Nere, gran Capitano di ventura e a sua volta padre di Cosimo I.
Altro ospite illustre del nostro paese nel luglio del 1554 fu Benvenuto Cellini. Dopo le fatiche dell’inaugurazione del Perseo, il Cellini venne a Bagno a ritemprarsi invitato da un suo giovane apprendista locale, Cesare di Bagno, gradito ospite della sua famiglia (che oggi sappiamo essere dei Federighi).

Fondo: Archivio Stefano Valbruzzi
Titolo: Riopetroso
Autore: Articolo, foto e schizzo a penna realizzati da U. Console per la rassegna di illustrazione romagnola la Piè, luglio – agosto 1958, direttore Aldo Spallicci, Redazione via Flavio Biondo 3, Forlì, £ 380.

Rio Petroso, 614 m. slm, è una piccola frazione montana dell’Appennino Tosco Romagnolo, nel Comune di Bagno di Romagna, di cui oggi restano soltanto il piccolo cimitero e le rovine della chiesa di S. Biagio. Consultando una tabella del 1911, relativa alle distanze che intercedono dal capoluogo del mandamento (San Piero in Bagno) alle località indicate, si evince che la tratta fino a Riopetroso era di km 7,200.
Umberto Console nel redigere l’articolo su Riopetroso, intervista il giovane parroco don Pietro Indocini, rammentando la dura vita montana, la scarsa produttività dei terreni, ma soprattutto il fatto che la località non aveva ancora una strada di collegamento né luce e telefono; mancava perfino l’acquedotto, però vi era un minuto plesso scolastico, con 16 allievi, coordinato da una insegnante, la Signora Adriana Evangelisti di Rimini.
Nonostante gli innumerevoli sforzi per rendere gradevole e invitante l’ambiente scolastico, la maestra lamentava le pessime condizioni dell’aula, anche sotto l’aspetto igienico: gli alunni dovevano convivere con una folta colonia di ratti, che rosicchiavano quaderni, registri e non solo. Per la maestra ogni tentativo di miglioramento doveva tradursi in un aiuto per i suoi allievi, un obiettivo a loro sostegno: insegnando a leggere, scrivere e i rudimenti della matematica, li distoglieva dalla vita dei campi e dalla pastorizia.
In questa realtà agreste, precisa l’insegnante con una nota di profonda soddisfazione, si distingueva una sua ex allieva, la dolce Maria Bussi di anni dodici, abitante nella vicina tenuta a mezzadria nominata “I Prati”. La fanciulla con profonda dedizione e partecipazione allo studio aveva frequentato la scuola, ottenendo ottimi risultati e meritandosi ampiamente la licenza elementare. Ahimè, dopo tutti i sacrifici profusi, con profondo rincrescimento, non ebbe l’opportunità di avanzare nello studio, benché portata all’apprendimento e bramosa di conoscere. Purtroppo la situazione economica familiare non poteva permettere una spesa supplementare, specchio di un’Italia ancora rurale e povera, da poco uscita dalla guerra.
La bambinella, nonostante l’intensa delusione, mentre va a far pascolare il suo gregge, porta con sé, all’interno di una cartella, un libricino per la lettura ed un taccuino per annotare, con spiccata attitudine, componimenti poetici e stati d’animo a lei tanto cari, proseguendo così autonomamente la sua passione. Don Pietro, visto il talento di Maria, aveva preso contatti per far proseguire negli studi la fanciulla, ma nonostante le innumerevoli richieste il suo nobile gesto ebbe un triste epilogo.
La graziosa foto (sopra riprodotta), scattata da Console, è minuziosamente predisposta come un book fotografico: ritrae Maria in una garbata posa, che traspira dolcezza, fantasia e tanto ottimismo, ed un bel sorriso che è rimasto immutato negli anni, come la passione per le poesie.
Di tempo ne è passato da quel lontano 1958, anni di sacrifici e gioie, ma si era felici di ciò che si aveva. Ora la Signora Bussi, vive la fase della maturità con bell’aspetto giovanile e vigore fisico, elementi che rispecchiano perfettamente la definizione che gli antichi greci avevano per indicare la bellezza che si unisce a quella morale: Kalokagathia, kai kagathòs, ovvero bello e buono.
La parte finale di questo articolo è un sentimentale omaggio all’Amica Maria, cui in un lontano e travagliato 2020 inviai, sperando di far cosa gradita, la scansione della foto eseguita da Console che la ritraeva accomodata in bella posa sul parapetto con le mani congiunte. Ebbene sì, questo mio slancio è stato ricambiato con sentita emozione e profonda gratitudine per averla resa partecipe nella lettura dell’articolo, che come la foto non aveva mai visto, riaprendo a distanza di anni una finestra sul passato.